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Grizzanti Iconista
L'iconismo di Grizzanti

L'iconismo di Grizzanti

01-10-2011
L'iconismo di Gaetano Grizzanti

Stratificazione di circuiti intellettivi, polisemia di molteplici intrecci e sovrapposizioni: l’icona “iconista” di Gaetano Grizzanti è veicolo e interprete di una rinnovata forma di comunicazione, un’immagine parlante, un autentico “ideogramma globale” di un linguaggio originale, concreto e praticabile. Le sue opere sono testimonianza e trasposizione artistica della contemporanea modalità di comunicazione dell’uomo di oggi che, all’alba di una nuova era, torna a esprimersi attraverso un alfabeto universale capace di abbattere ogni barriera di lingua, cultura e spazio.

La realizzazione di un linguaggio globale, attraverso la creazione di opere figurative, corrisponde al desiderio d’integrazione etnica, religiosa, sociale dei popoli oltre a quello di universalità dello stesso lavoro artistico. In contrapposizione alla roboanza della comunicazione attuale, l’icona “iconista” di Grizzanti si caratterizza attraverso una sintesi concettuale in cui profondità di pensiero, ironia e provocazione si fondono insieme costituendo un vero e proprio messaggio contemporaneo. Un’azione di metalinguaggio, dunque, in un incastro di prospettive e differenti visioni: l’idea dell’opera viene a sovrapporsi a quella di comunicazione tramite l’ideazione di ideogrammi universali; tele dipinte ma anche sculture in metacrilato e installazioni luminose vanno a incarnare il logos dell’artista che, nell’assenza di codici specifici, sono in grado di mettersi in relazione diretta con l’inconscio dei fruitori.

Dopo secoli di prolungati tentativi, da parte dell’uomo, di sommare parole a parole per giustificare tesi, proporre pensieri, dirimere controversie verbali, il carattere distintivo della sempre più rapida comunicazione contemporanea sembra essere ritornato alla necessità irrinunciabile di un rapporto biunivoco, indissolubile e immediato tra significato e significante. L’uso dei mezzi tecnologici e digitali, e tutto quanto informa una globale comunicazione telematica (computer, cellulari, internet, interfacce software), costringe a una progressiva semplificazione dei procedimenti verbali, che da una parte restituiscono importanza e dignità a ciò che lega il simbolo al suo diretto correlato pratico, dall’altra però ha inaridito l’interazione tra le persone a un mero livello funzionale. La conseguenza è che oggi si genera il bisogno interiore dell’individuo di ritornare a comunicare con le proprie emozioni, costrette negli ultimi anni a un’intima segregazione.

Dai simboli pixelati della prima era informatica, veri e propri sistemi ideografici internazionali, fino all’attuale icona in stile tridimensionale dei nuovi mezzi digitali, Grizzanti è giunto a elaborare l’Iconismo, espressione artistica da lui stesso fondata nel 2000. Questa sua operazione nasce quindi dalla volontà di trasporre un’ipotetica evoluzione dell’iconografi a del terzo millennio, in quanto nuovo mezzo globale di trasmissione verbale/visuale. L’asetticità degli sfondi, la nettezza del colore, la linearità e semplicità delle forme, conducono al raggiungimento di una comunicazione diretta e non mediata. Un modello linguistico, espressione di un’evoluta contemporaneità che si riconduce a una matrice segnica propria della comunicazione della nostra quotidianità. Si tratta, quindi, di una rielaborazione concettuale dellasimbologia dell’era multimediale universale. L’icona “iconista” diviene così un autentico “ideogramma globale” che non solo descrive, ma contribuisce alla formazione di un moderno alfabeto, un logos (λόγος) dal greco λέγειν (léghein) che significa scegliere, raccontare, enunciare. L’icona “iconista” di Grizzanti è dunque la sintesi fi gurata di una contemporaneità che, nell’esuberante molteplicità di pensieri, non cessa di soddisfare il necessario, naturale bisogno di unità totale, immediatezza e poesia propria interiore dell’individuo.

Olivia Spatola
Curatrice e critica d'arte


«L’udire autentico appartiene al logos.
Perciò questo udire stesso è un leghein.
In quanto tale, l’udire autentico dei mortali
è in un certo senso lo stesso logos»
Cfr. M. Heidegger, Saggi e Discorsi, Ed. Mursia, Milano 2007

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